• Slide Title

    Write your caption here

    Button
  • Slide Title

    Write your caption here

    Button
  • Slide Title

    Write your caption here

    Button
  • Slide Title

    Write your caption here

    Button
  • Slide Title

    Write your caption here

    Button
  • Slide Title

    Write your caption here

    Button

La Nostra Storia

Poggiolini nasce da una piccola bottega artigiana con la passione per la cucina italiana e tanta voglia di portare sulla tavola degli aretini pasta fresca di qualità.
link


Pasta fresca: metodi di produzione e conservazione

  • Autore: diego poggiolini
  • 07 giu, 2017
Gnocchi in preparazione

Gnocchi assortiti con verdure e cereali freschi, tagliatelle, ravioli e tortelli: questi sono solo alcuni esempi degli innumerevoli tipi di pasta fresca che ogni giorno possiamo comprare e mettere in tavola, con infinite varianti e gustosi condimenti.

Ma come viene prodotta la pasta fresca in Italia? E come facciamo ad accertarci che questa sia fresca, genuina, e soprattutto conservata secondo le norme previste per legge?

Un regolamento rigido per la produzione della pasta fresca

Stando al Decreto 187 datato 9 Febbraio 2001, la produzione e la conservazione della pasta fresca ripiena segue un preciso regolamento, che tiene conto di tre fattori principali:

  • L’utilizzo di materie prime specificatamente indicate, come almeno 4 uova di gallina per la pasta all’uovo, così come farine di semola di grano duro o tenero con specifiche percentuali di umidità e proteine;

  • Il confezionamento della pasta fresca entro appositi imballaggi preconfezionati e chiusi al momento dell’operazione stessa;

  • La conservazione della pasta ad una temperatura massima di 6 gradi centigradi fino alla vendita finale.

Sulla base di tali rigidi parametri, i produttori di pasta fresca basano il loro processo su di una serie di fasi specifiche di lavorazione, che nell’ordine sono:

  • La preparazione del ripieno per la pasta fresca;

  • Il dosaggio e la miscelazione delle farine per ottenere l’impasto iniziale;

  • La spianatura e la trafilatura della pasta fresca;

  • L’assemblaggio con il ripieno;

  • Un primo processo di pastorizzazione termica per la conservazione della pasta appena prodotta;

  • L’asciugatura e l’incartamento del prodotto una volta raffreddato;

  • Un eventuale secondo processo di trattamento termico.

La pastorizzazione della pasta fresca per evitarne la contaminazione

Da sottolineare come i processi di pastorizzazione con trattamento termico servano a preservare la pasta dall’azione dannosa di germi e batteri, nonché per mantenere intatte le proprietà chimico-fisiche e gustative del prodotto finito.

Come conservare al meglio la pasta fresca

Ma una volta acquistata o fatta in casa, come possiamo mantenere intatte le proprietà della pasta fresca per consumarla in un secondo momento rispetto all’acquisto?

I metodi principali di conservazione sono sostanzialmente tre:

  • L’essiccamento della pasta in luoghi asciutti, non valido però per la pasta ripiena;

  • La conservazione in freezer, che ne permette la conservazione per 3 o 4 mesi;

  • La bollitura in acqua, che ne consentirà la successiva conservazione in frigorifero per un paio di giorni.

A seconda delle esigenze, l’impiego di questi tre metodi differenti permetterà alla pasta di mantenere intatte le sue proprietà organolettiche.

Autore: diego poggiolini 04 lug, 2017
L’Italia, oltre che essere un paese ricco di varietà di vitigni e uva, da cui si ricavano vini apprezzati ed esportati in tutto il mondo, è anche una realtà in cui si allevano razze animali da cui si ricava una carne di qualità superiore. Una delle regioni italiane a forte vocazione per l’allevamento è la Toscana, che grazie ad un territorio ricco di specie vegetali e pascoli spontanei permette alle specie bovine, suine e ovine un’alimentazione completa e sana, che è alla base per ottenere una carne di prima scelta.
Autore: diego poggiolini 04 lug, 2017

Profondamente influenzata dai prodotti di mare e della terra, la Toscana rappresenta una delle innumerevoli eccellenze italiane nel campo della cucina, con specialità a base di carne e pesce che uniscono a tavola diversi sapori e culture all’insegna del piacere e del buon gusto.

Tra le tante ricette tipiche della tradizione gastronomica toscana, cercheremo in breve di descrivere alcuni primi piatti tipici della regione, la cui base comune per tutti è l’utilizzo della pasta fresca fatta in casa, da sempre sinonimo di qualità, freschezza e bontà, e disponibile in diversi formati e tipologie, con ripieni sfiziosi e ricchi di gusto.
Autore: diego poggiolini 07 giu, 2017

Gnocchi assortiti con verdure e cereali freschi, tagliatelle, ravioli e tortelli: questi sono solo alcuni esempi degli innumerevoli tipi di pasta fresca che ogni giorno possiamo comprare e mettere in tavola, con infinite varianti e gustosi condimenti.

Ma come viene prodotta la pasta fresca in Italia? E come facciamo ad accertarci che questa sia fresca, genuina, e soprattutto conservata secondo le norme previste per legge?
Share by: