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La Nostra Storia

Poggiolini nasce da una piccola bottega artigiana con la passione per la cucina italiana e tanta voglia di portare sulla tavola degli aretini pasta fresca di qualità.
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Grano e semola: l'importanza delle certificazioni

  • Autore: diego poggiolini
  • 09 nov, 2017
campo di grano

Al fine di tutelare i veri produttori di pasta italiani, il Governo ha richiesto a gran voce a Bruxelles di rendere obbligatoria l’introduzione di un’etichetta sulle confezioni di pasta distribuite in Italia che vada a indicare la provenienza della semola e del grano duro utilizzato.

Il Decreto Interministeriale nasce dall’intesa tra il MISE e MIPAF, al fine di valorizzare la produzione di grano italiano di qualità e garantire ai consumatori la massima trasparenza sulla sua provenienza.

Finalità e dettagli del Decreto

Tale Decreto non fa altro che applicare ai prodotti come la pasta quello che in precedenza è stato fatto per altri alimenti come olio d’oliva, miele, frutta e ortaggi, pesce, carne bovina, suina, ovina, caprina e volatili. Un elemento che va a tutelare la buona pasta italiana e i produttori che utilizzano materie prime locali.

Guardando, in dettaglio, il provvedimento del Governo, esso riguarda le materie prime che vengono utilizzate per la produzione di pasta, pane e altri prodotti da forno, ovvero grano duro e semola. Quest’azione fa parte di un piano di 10 milioni di euro che prevede un sostegno ai contratti di filiera, aumentando del 20% le superfici coltivate, che passano da 80 a 100 mila ettari. Questo fa si che si possa avere grano di qualità, e un maggiore sostegno agli agricoltori che lo coltivano.

Questo provvedimento ha un duplice scopo: da una parte quello di porre fine alla “guerra del grano” che ha portato ad un crollo dei prezzi del frumento, allarmando associazioni e agricoltori; dall’altra quella di porre un freno all’import selvaggio di grano proveniente da paesi come Canada, Stati Uniti ed Est Europa.

Etichetta, cosa prevede il decreto

Vista la crescente tendenza all’import di grano dall’estero a basso prezzo e di bassa qualità, a discapito del grano locale lasciato nei magazzini o svenduto all’estero, diventa importante sapere con semplicità se nella pasta che compriamo ogni giorno è presente materia prima locale o meno.

Queste etichette faranno chiarezza sull’origine del grano duro e della semola utilizzata per produrre la pasta contenuta in quella confezione.

Esse andranno a distinguere:

  • il paese di origine della semola;
  • il paese di origine della materia principale della semola, ovvero il grano duro.

In questo modo potremo capire in modo veloce e immediato se la pasta è stata prodotta con materie prime italiane, e quindi potrà fregiarsi della nomenclatura “Made in Italy”, o se proviene da altri paesi UE o extra UE.

Autore: diego poggiolini 09 nov, 2017
Il tartufo è una delle prelibatezze di nicchia della cucina italiana, il tubero pregiato per eccellenza, che si adatta in modo ottimale alla realizzazione di vari piatti della cucina italiana: basta infatti utilizzarne una minima quantità per arricchire e dare un sapore unico ai piatti, garantendo agli stessi un profumo penetrante e inconfondibile, unitamente a una delicatezza particolare, che solo i tartufi sanno donare.
Autore: diego poggiolini 09 nov, 2017

La pasta rappresenta un simbolo della gastronomia italiana e della dieta mediterranea nel mondo, ma tale alimento ha delle caratteristiche che sicuramente non tutti conoscono.

Proprio per questo oggi andiamo a vedere 7 punti che sicuramente non tutti conoscono sul mondo della pasta.
Autore: diego poggiolini 09 nov, 2017

Al fine di tutelare i veri produttori di pasta italiani, il Governo ha richiesto a gran voce a Bruxelles di rendere obbligatoria l’introduzione di un’etichetta sulle confezioni di pasta distribuite in Italia che vada a indicare la provenienza della semola e del grano duro utilizzato.

Il Decreto Interministeriale nasce dall’intesa tra il MISE e MIPAF, al fine di valorizzare la produzione di grano italiano di qualità e garantire ai consumatori la massima trasparenza sulla sua provenienza.
Autore: diego poggiolini 09 nov, 2017

La cucina Aretina è caratterizzata dal contributo proveniente dalle quattro valli della provincia di Arezzo: il Valdarno e i suoi polli, la Val di Chiana con l’allevamento della razza Chianina, la Valtiberina con i Bringoli di Anghiari e i marroni di Caprese e infine il Casentino, con il suo tartufo nero, le patate rosse e il suo prosciutto DOP.

Andiamo a scoprire in dettaglio quali sono i piatti caratteristici di questa cucina, dando un’occhiata ad antipasti, primi piatti, secondi e finendo con i dolci.
Autore: diego poggiolini 04 lug, 2017
L’Italia, oltre che essere un paese ricco di varietà di vitigni e uva, da cui si ricavano vini apprezzati ed esportati in tutto il mondo, è anche una realtà in cui si allevano razze animali da cui si ricava una carne di qualità superiore. Una delle regioni italiane a forte vocazione per l’allevamento è la Toscana, che grazie ad un territorio ricco di specie vegetali e pascoli spontanei permette alle specie bovine, suine e ovine un’alimentazione completa e sana, che è alla base per ottenere una carne di prima scelta.
Autore: diego poggiolini 04 lug, 2017

Profondamente influenzata dai prodotti di mare e della terra, la Toscana rappresenta una delle innumerevoli eccellenze italiane nel campo della cucina, con specialità a base di carne e pesce che uniscono a tavola diversi sapori e culture all’insegna del piacere e del buon gusto.

Tra le tante ricette tipiche della tradizione gastronomica toscana, cercheremo in breve di descrivere alcuni primi piatti tipici della regione, la cui base comune per tutti è l’utilizzo della pasta fresca fatta in casa, da sempre sinonimo di qualità, freschezza e bontà, e disponibile in diversi formati e tipologie, con ripieni sfiziosi e ricchi di gusto.
Autore: diego poggiolini 07 giu, 2017

Gnocchi assortiti con verdure e cereali freschi, tagliatelle, ravioli e tortelli: questi sono solo alcuni esempi degli innumerevoli tipi di pasta fresca che ogni giorno possiamo comprare e mettere in tavola, con infinite varianti e gustosi condimenti.

Ma come viene prodotta la pasta fresca in Italia? E come facciamo ad accertarci che questa sia fresca, genuina, e soprattutto conservata secondo le norme previste per legge?
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